Girone H

Il girone H è composto da Cile, Honduras, Spagna e Svizzera.

SQUADRA PG V P S GF GS PUNTI
Cile 1 1 0 0 1 0 3
Svizzera 1 1 0 0 1 0 3
Spagna 1 0 0 1 0 1 0
Honduras 1 0 0 1 0 1 0

SPAGNA

I 23 CONVOCATI
Portieri: Iker Casillas (Real Madrid), José Manuel Reina (Liverpool); Víctor Valdés (Barcellona).
Difensori: Raúl Albiol (Real Madrid), Alvaro Arbeloa (Real Madrid), Joan Capdevila (Villarreal), Carlos Marchena (Valencia), Gerard Pique (Barcellona), Carles Puyol (Barcellona), Sergio Ramos (Real Madrid).
Centrocampisti: Xabi Alonso (Real Madrid), Sergio Busquets (Barcellona), Cesc Fabregas (Arsenal), Andrés Iniesta (Barcellona), Javier Martínez (Athletic Bilbao), David Silva (Valencia), Xavi (Barcellona).
Attaccanti: Jesús Navas (Siviglia), Juan Manuel Mata (Valencia), Pedro Rodríguez (Barcellona), Fernando Llorente (Athletic Bilbao), Fernando Torres (Liverpool), David Villa (Barcellona).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
‘Le furie rosse’ sono state capaci di vincere tutte le partite in programma: impressionante il 5-0 inflitto al Belgio, mentre le vittorie esterne di Istanbul (2-1 alla Turchia in pieno recupero) e di Zenica (5-2 alla Bosnia) hanno dimostrato le capacità realizzative e di carattere di questa squadra, in grado di vincere in qualsiasi modo e a tutti i costi. Villa e Torres hanno trascinato i loro compagni verso la vittoria del girone, un pronostico che poteva essere indovinato abbastanza facilmente, ma non in maniera così netta e decisa.

LE STELLE
Il ct spagnolo Vicente del Bosque conterà sul gruppo che ha vinto l’Europeo 2008 e che ha permesso di stabilirte il record ( pari merito con il Brasile ) di partite senza sconfitte, 35, prima di perdere 2-0 in semifinale di Confederation Cup contro gli Stati Uniti. Oltre alla difesa, composto dal muro del Barca Piquè-Pujol,  il centrocampo spagnolo è orchestrato dal terzetto Fabregas-Iniesta-Xavi, pronti a lanciare in porta David Villa e Fernando Torres. ‘El Niño’ può vantare un importante record nel Liverpool, è stato infatti il giocatore a raggiungere 50 goal nel minor numero di partite, solamente 72. Media goal stratosferica.

STORIA E PALMARES
La Nazionale Campione d’Europa in carica ha raggiunto il miglior piazzamento ai Mondiali di calcio sessanta anni fa: quarto posto, dopo aver perso la “finalina” contro la Svezia per 3-1 e per questo vanta il non invidiabile soprannome di “grande incompiuta”. Pur avendo sempre potuto contare su grandissimi giocatori ed essendo quindi una delle nazioni calcisticamente più competitive a livello mondiale, non è mai riuscita con la sua Nazionale a lasciare traccia nell’albo d’oro della massima competizione iridata, limitandosi ad un quarto posto nel campionato del mondo 1950. Ha però vinto due volte gli Europei: oltre a quello di due anni fa, anche quello nel 1964, disputato in casa.

SEDE DEL RITIRO
La nazionale delle ‘Furie rosse’ si allena a Potchefstroom, al NWU Campus.

LA MAGLIA
La Spagna gioca da sempre con una maglia color rosso acceso. ‘El rojo’ è presente in maniera predominante nella bandiera nazionale e con il progressivo aumento dei dettagli delle maglie, è stato aggiunto ormai molto tempo fa anche il giallo, l’altro colore della bandiera. Diverso è invece il discorso per i pantaloncini, da sempre blu, colore non propriamente tipico della nazione: la tonalità di blu è variata spesso nel tempo, toccando tonalità di azzurro fino a blu notte vicino al nero. L’attuale divisa da trasferta si discosta molto dalle precedenti essendo tutta dorata con bordi blu scuro ed accompagnata da un’insolita combinazione di pantaloncini e calzettoni, talvolta bianchi, o altre volte blu scuro.

CILE

I 23 CONVOCATI
Portieri: Claudio Bravo (Real Sociedad), Miguel Pinto (Universidad de Chile), Luis Marin (Union Espanola).
Difensori: Pablo Contreras (PAOK), Ismael Fuentes (Universidad Catolica), Mauricio Isla (Udinese), Gary Medel (Boca Juniors), Gonzalo Jara (West Brom), Waldo Ponce (Universidad Catolica), Arturo Vidal (Bayer Leverkusen).
Centrocampisti: Carlos Carmona (Reggina), Marco Estrada (Universidad de Chile), Matias Fernandez (Sporting Lisbona), Gonzalo Fierro (Flamengo), Rodrigo Millar (Colo Colo), Rodrigo Tello (Besiktas), Jorge Valdivia (Al Ain).
Attaccanti: Jean Beausejour (America), Mark Gonzalez (CSKA Mosca), Fabian Orellana (Xerez), Esteban Paredes (Colo Colo), Alexis Sanchez (Udinese), Humberto Suazo (Real Zaragoza).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
Dopo aver mancato la qualificazione nel 2002 e nel 2006, il Cile è stato tra i protagonisti del girone di qualificazione Sudamericano, terminando al secondo posto ad una sola lunghezza dalla prima classificata Brasile e sopra nazionali di blasone superiore come Paraguay, Argentina e Uruguay. Uno dei protagonisti di questa grande cavalcata è senza dubbio Humberto Suazo, capocannoniere di tutto il girone, autore di 10 realizzazioni.

LE STELLE
Suazo è il miglior centravanti del calcio cileno. Veloce e potente, è fortissimo tecnicamente ed ha un fiuto del goal da grandissimo bomber. Se il Cile è in Sudafrica lo deve soprattutto a lui e ai suoi numerosi gol che hanno trascinato gli uomini di Bielsa nelle qualificazioni sudamericane. Al suo fianco giocherà il ‘nino meravilla’ Alexis Sanchez, considerato dagli esperti uno dei futuri fuoriclasse del calcio mondiale, mentre sulla corsia di destra ci sarà Isla, altro giocatore dell’Udinese.

STORIA E PALMARES
La ‘Roja’ giocò la sua prima partita nel 1910 contro l’Argentina. Partecipò alla prima edizione dei Mondiali di calcio nel 1930, e organizzò l’evento nel 1962 aggiudicandosi il terzo posto finale. A Spagna 1982 arrivò invece il peggior risultato mai conseguito nella propria storia nella Coppa del Mondo: tre partite giocate e tre sconfitte. All’indomani della buona prestazione al Mondiale di calcio 1998, finì all’ultima piazza solamente nelle qualificazioni a Giappone-Corea del Sud 2002, superata in classifica addirittura dal Venezuela. Nel girone eliminatorio per Germania 2006 la ‘Roja’ ha chiuso solo settima.

SEDE DEL RITIRO
La nazionale cilena alloggia a White River /Nelspruit, al Ingwenyama Conference Ctr.

LA MAGLIA
La nazionale cilena veste una maglia molto semplice di colore rosso con linee di colore rame lungo spalle e maniche. Con lo stemma cileno sul cuore, al centro è presente il numero di colore bianco con contorno in rame. La seconda maglia è sempre dello stesso modello, ma è bianca con contorni in rosso. Rossi sono anche il nome e il numero.

SVIZZERA

I 23 CONVOCATI
Portieri: Diego Benaglio, Johnny Leoni, Marco Wölfli.
Difensori: Stephan Lichtsteiner, Stéphane Grichting, Philippe Senderos, Steve von Bergen, Mario Eggimann, Reto Ziegler, Christoph Spycher.
Centrocampisti: Valon Behrami, Marco Padalino, Gökhan Inler, Benjamin Huggel, Gelson Fernandes, Pirmin Schwegler, Tranquillo Barnetta, Xherdan Shaqiri.
Attaccanti: Hakan Yakin, Alexander Frei, Blaise Nkufo, Eren Derdiyok, Marco Streller.

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
I rossocrociati hanno dominato il girone di qualificazione, precedendo la Grecia di un solo punto al termine del loro cammino. Nonostante una partenza in sordina (clamoroso lo scivolone interno con il Lussemburgo), gli elvetici sono stati capaci di risalire la china, recuperando terreno sulla Grecia. Decisive le vittorie proprio nel doppio incontro con l’ex Nazionale allenata dall’attuale CT svizzero, Hitzfeld: successo di misura (1-2) ad Atene e trionfo (2-0) a Basilea

LE STELLE
Anche quest’anno la Svizzera non si propone ai nastri di partenza con grandi nomi: Hitzfeld punta tutto sul gruppo. Magnin, Yakin e Frei sono i senatori in un gruppo piuttosto giovane che ripone le sue speranze su Inler, metronomo del centrocampo elvetico e dell’Udinese. Behrami tenterà di riscattarsi dopo una stagione ‟no” mentre in difesa si spera di poter rivedere all’opera il Senderos di qualche anno fa. Barnetta cercherà di portare scompiglio nelle difese avversarie con la sua velocità.

STORIA E PALMARES
La Svizzera è una delle federazioni più antiche del Vecchio Continente: il suo esordio internazionale avviene nel 1905 contro la Francia. Sono ben nove le partecipazioni alla fase finale della Coppa del Mondo. I migliori risultati si ricordano nel 1934, nel 1938 e nel 1954 (nazione ospitante) quando il cammino della nazionale elvetica si è interrotto ai quarti di finale. Nell’ultima edizione disputata in Germania, gli svizzeri sono stati eliminati agli ottavi, dopo i rigori, dall’Ucraina di Shevchenko .

SEDE DEL RITIRO
La nazionale svizzera alloggerà a Vaal / Vanderbijlpark, al Emerald Resort & Casino.

LA MAGLIA
La divisa della Svizzera è tradizionalmente rossa con i calzettoni bianchi ed i calzoncini rossi. La seconda, invece, presenta i colori invertiti. Lo stemma della federazione elvetica, che ha subito un recente restyling, campeggia in bella evidenza all’altezza del cuore.

HONDURAS

I 23 CONVOCATI
Portieri: Noel Valladares (Olimpia), Donis Escober (Olimpia), Ricardo Canales (Motagua).
Difensori: Sergio Mendoza (Motagua), Emilio Izaguirre (Motagua), Mauricio Sabillon (Hangzhou Greentown), Osman Chavez (Platense), Johnny Palacios (Olimpia), Boniek Garcia (Olimpia), Maynor Figueroa (Wigan Athletic), Victor Bernardez (Anderlecht).
Centrocampisti: Danilo Turcios (Olimpia), Ramon Nunez (Olimpia), Hendry Thomas (Wigan Athletic), Edgard Alvarez (Bari), Roger Espinoza (Kansas City Wizards), Amado Guevara (Motagua), Wilson Palacios (Tottenham Hotspur), Julio Cesar de Leon (Torino).
Attaccanti: Walter Martinez (Marathon), Georgie Welcome (Motagua), Carlos Pavon (Real Espana), David Suazo (Genoa).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
La nazionale centro-americana centra la sua seconda qualificazione alla Coppa del Mondo dopo la partecipazione del 1982. Gli honduregni staccano il biglietto per il Sudafrica conquistando il terzo posto nel girone CONCACAF all’ultima giornata dopo la vittoria in casa dell’El Salvador ed il  pareggio del Costa Rica con gli USA. Entrambi a quota 16, la Bicolor ha ottenuto la qualificazione in virtù dei miglior risultati negli scontri diretti con i costaricani (sconfitta per 0-2 e vittoria per 4-0)

LE STELLE
David Suazo ed Amado Guevara (recordman con 131 presenze in Nazionale) sono i giocatori più rappresentativi. L’attaccante genoano è uno dei tre ‟italiani” convocati da Rueda (assieme a Leon ed Alvarez). Il Wigan Athletic fornisce agli honduregni l’apporto di Maynor Figueroa, pilastro della difesa, ed Hendry Thomas. A centrocampo opera Wilson Palacios, mediano degli Spurs sino all’esplosione di Huddlestone. In attacco c’è Pavon, meteora con le maglie di Napoli ed Udinese.

STORIA E PALMARES
La federazione honduregna vede la luce nel lontano 1921 quando esordì contro il Guatemala (sconfitta per 10-1). Da lì, i centro-americani hanno impiegato ben 61 anni per centrare la prima qualificazione ad un mondiale. In Spagna, la Bicolor ha ben figurato, accumulando due punti e correndo il rischio di sconfiggere le Furie Rosse nella gara d’esordio. Solo la sconfitta all’ultimo minuto con la Jugoslavia impedì ai bianco-blu di ottenere un clamoroso accesso agli ottavi di finale

SEDE DEL RITIRO
La nazionale honduregna alloggia a Johannesburg presso l’Indeba Hotel, a 1.753 metri sul livello del mare.

LA MAGLIA
La divisa dell’Honduras è tradizionalmente bianca con inserti blu, a riprendere i colori della bandiera. La seconda maglia, invece, è completamente blu. In occasione della kermesse mondiale, l’Honduras ha presentato il nuovo disegno delle maglie, le quali presentano una banda orizzontale (blu nella prima, bianca nella seconda) all’altezza del torace, sotto la quale campeggia lo stemma della FENAFUTH (Federación Nacional)

Fabio Iacono

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