Girone G

Il girone G è composto Corea del Nord, Brasile, Portogallo e Costa d’Avorio.

SQUADRA PG V P S GF GS PUNTI
Brasile 2 2 0 0 5 2 6
Costa d’Avorio 2 0 1 1 1 3 1
Portogallo 1 0 1 0 0 0 1
Corea del Nord 1 0 0 1 1 2 0


BRASILE

I 23 CONVOCATI
Portieri: Julio Cesar (Inter), Doni (Roma), Heurelho Gomes (Tottenham).
Difensori: Maicon (Inter), Daniel Alves (Barcellona), Michel Bastos (Lione), Gilberto (Cruzeiro), Lucio (Inter), Juan (Roma), Luisao (Benfica), Thiago Silva (Milan).
Centrocampisti: Julio Baptista (Roma), Elano (Galatasaray), Josuè (Wolfsburg), Kleberson (Flamengo), Kakà (Real Madrid), Felipe Melo (Juventus), Ramires (Benfica), Gilberto Silva (Panathinaikos).
Attaccanti: Luis Fabiano (Siviglia), Grafite (Wolfsburg), Nilmar (Villarreal), Robinho (Santos).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE

Prima nel girone sudamericano, la nazionale verde-oro non ha quasi mai rischiato seriamente di non qualificarsi. Nonostante un paio di pareggi deludenti contro Bolivia e Perù, i cinque volte campioni del mondo hanno saputo infliggere un 3-1 memorabile in terra nemica all’Argentina di Maradona. Mattatore assoluto di queste qualificazioni è stato sicuramente Luis Fabiano, autore di 9 gol complessivi.

LE STELLE

Messi da parte i vari Ronaldo, Adriano, Pato, Ronaldinho, il Brasile riparte da Kakà, reduce da una stagione abbastanza  grigia con il Real Madrid, ma potenzialmente in grado di trascinare i suoi verso il traguardo finale. In difesa, pochi possono vantare i due terzini più forti al mondo, Maicon e Dani Alves, e una coppia centrale formidabile composta da  Lucio e Juan. Luis Fabiano è un cannoniere di tutto rispetto, che può far male in zona gol se supportato a dovere. Robinho è un’incognita, ma resta sempre un fuoriclasse in grado di inventarsi la giocata vincente durante il match.

STORIA E PALMARES

Quella dei verde-oro è la Nazionale di calcio più titolata del mondo, avendo vinto 5 volte i Campionati mondiali di calcio (1958, 1962, 1970, 1994, 2002). Per questa ragione i brasiliani sono soprannominati Pentacampeões (cinque volte campioni). Nel palmarès del Brasile figurano anche 8 Coppe America e tre Confederations Cup, ma manca l’oro olimpico. Questo prestigio conquistato a suon di titoli, induce la critica in generale a considerare la nazionale brasiliana la più forte del mondo, nonché la principale favorita in ogni competizione mondiale.

SEDE DEL RITIRO

La Seleçao di Dunga alloggerà all’Hotel Fairway di Johannesburg, città in cui i brasiliani giocheranno le loro prime due partite mondiali.

LA MAGLIA

In origine i colori del Brasile erano il bianco senza colletti blu, ma a seguito all’incredibile sconfitta ai mondiali del 1950 contro l’Uruguay nella partita decisiva per l’assegnazione del titolo, i colori furono considerati poco patriottici e quindi con il permesso della confederazione sportiva brasiliana il quotidiano Correio da Manhã indisse una competizione per scegliere una nuova uniforme che contenesse i quattro colori della Bandiera del Brasile. Alla fine vinse l’uniforme verde-oro e  I nuovi colori vennero usati per la prima volta nel marzo 1954, non venendo mai più abbandonati.

PORTOGALLO

I 23 CONVOCATI
Portieri: Eduardo (Sp. Braga), Beto (FC Porto), Daniel Fernandes (Iraklis).
Difensori: Fabio Coentrao (Benfica), Paulo Ferreira e Ricardo Carvalho (Chelsea), Bruno Alves e Rolando (FC Porto), Ricardo Costa (Lille), Duda (Malaga), Pepe (Real Madrid), Miguel (Valencia).
Centrocampisti: Tiago e Simao Sabrosa (Atletico Madrid), Deco (Chelsea), Raul Meireles (FC Porto), Pedro Mendes e Miguel Veloso (Sporting).
Attaccanti: Nani (Manchester United), Cristiano Ronaldo (Real Madrid), Liedson (Sporting), Danny (Zenit) e Hugo Almeida (Werder Brema).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE

La nazionale portoghese si è qualificata a stento e ha raggiunto il Sudafrica per il rotto della cuffia attraverso il successo nei play off ai danni della Bosnia, grazie ad un doppia vittoria per 1-0 sia all’andata che al ritorno. Inseriti in un girone tutt’altro che proibitivo, i lusitani hanno approfittato del suicidio collettivo della Svezia, finita terza ad un solo punto dai portoghesi. La squadra di Queiroz è stata comunque abile a raddrizzare la rotta dopo una partenza tutta in salita, complici le prime disastrose quattro partite in cui sono arrivati solamente tre pareggi e una sconfitta.

LE STELLE

Il Portogallo si affida quasi completamente al talento di Cristiano Ronaldo per tentare l’approdo almeno ai quarti di finale. L’ex Manchester United è uomo squadra capace di fare reparto da solo in avanti. Senza un centravanti vero, dopo gli addii neanche troppo dolorosi di Pauleta e Nuno Gomes,  il compito di fare gol è affidato al brasiliano naturalizzato Liedson. La crescita di Nani quest’anno promette bene, insieme al talento in mezzo al campo di Miguel Veloso, Deco e Simao.

STORIA E PALMARES

Nata nel 1921, la squadra portoghese non si mise mai in luce per i primi 40 anni, senza mai riuscire a qualificarsi per i campionati del mondo. Solo nel 1966, grazie alla stella di Eusébio, indiscutibilmente il miglior calciatore portoghese di tutti i tempi, la nazionale lusitana raggiunse la semifinale dei Mondiali inglesi, venendo sconfitta dai padroni di casa, poi vittoriosi in finale. Da allora, non è mai riuscita ad eguagliare e a superare il terzo posto raggiunto in quegli anni.

LA SEDE

Il Portogallo ha scelto come propria sede del ritiro Il Valley Lodge, nel villaggio di Magaliesburg, un posto davvero caratteristico.

LA MAGLIA

La divisa di gioco riprende i colori nazionali del Portogallo, che derivano da quelli della bandiera: rosso e verde principalmente, ma anche il giallo.

COSTA D’AVORIO

I 23 CONVOCATI
Portieri: Boubacar Barry (Lokeren), Aristides Zogbo (Maccabi Netanya), Daniel Yeboah (ASEC Abidjan);
Difensori: Souleymane Bamba (Hibernian), Arthur Boka (Stoccarda), Benjamin Brou Angoua (Valenciennes), Guy Demel (Amburgo), Emmanuel Eboué (Arsenal), Steve Gohouri (Wigan), Siaka Tiene (Valenciennes), Kolo Touré (Manchester City);
Centrocampisti: Jean-Jacques Gosso (Monaco), Abdelkader Keita (Galatasaray), Emmanuel Kone (International Curtea Arges), Gervinho (Lilla), Romaric (Siviglia), Cheik Ismael Tiote (Twente), Yaya Touré (Barcellona), Didier Zokora (Siviglia);
Attaccanti: Aruna Dindane (Portsmouth), Seydou Doumbia (CSKA Mosca), Didier Drogba (Chelsea), Salomon Kalou (Chelsea).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE

La Costa d’Avorio si presenta come la squadra africana più forte della competizione mondiale. Gli ivoriani sono riusciti a concludere i due gironi di qualificazione africani senza sconfitte: un buon primato che mette in luce tutta la forza e le capacità di questa nazionale. Il 3-0 finale con la Guinea ha sancito di fatto il passaggio alle fasi finali degli Elefanti, in un cammino che non ha fatto mai registrare passaggi a vuoto. Un dominio assoluto e mai messo in dubbio, che ha visto come principale protagonista Didier Drogba, autore di 5 reti nei due gironi eliminatori.

LE STELLE

Una su tutte: Didier Drogba. Sarà il poderoso attaccante del Chelsea a doversi sobbarcare il peso della squadra in attacco e ad avere l’onere di tentare l’impresa di superare un girone alquanto ostico. La difesa può fare affidamento su Kolo Tourè, una colonna portante della squadra, oltre a poter contare su Ebouè e Boka come terzini di spinta. In mezzo al campo, tanta sostanza con Yaya Tourè e Zokora. In avanti a far coppia con Drogba, Eriksson può scegliere tra la velocità incontenibile di Baki Konè e Kanga Akalè o la fantasia e la forza fisica di Kalou e Arouna Dindane.

STORIA E PALMARES

La nazionale ivoriana esordì nel 1960 con una vittoria per 3-2. Gli Elefanti in trent’anni raggiunsero al massimo qualche semifinale in Coppa d’Africa. È durante la Coppa d’Africa nel 1992 che la nazionale ivoriana centra il primo ed unico trofeo della sua storia. Nella prima storica partecipazione ai mondiali del 2006, nonostante l’eliminazione al primo turno, l’esperienza degli ivoriani è stata comunque positiva per il buon gioco espresso e per aver messo in seria difficoltà due nazionali dal calibro di Olanda e Argentina.

SEDE DEL RITIRO

La Costa d’Avorio alloggerà a Vaal / Vanderbijlpark, precisamente al Riverside Hotel & Conference.

LA MAGLIA

La Nazionale ivoriana gioca con i colori della bandiera nazionale: maglia arancio, calzoncini bianchi e calzettoni verdi. Attualmente la divisa da trasferta è a strisce orizzontali bianco verdi. Lo stemma adottato è il medesimo della propria federcalcio, una mappa bianca del Paese bordata di arancione con al centro una testa stilizzata di un elefante in verde. L’animale, simbolo che dà il soprannome ai membri della Nazionale, è stato impresso come ombreggiatura sul lato basso delle divise del Mondiale 2006 ed è stato inserito anche sulla spalla di quelle attuali valide fino al 2012.

COREA DEL NORD

I 23 CONVOCATI
Portieri: Kim Myong-gil (Amrokgang), Kim Myong-won (Amrokgang), Ri Myong-guk (Pyongyang City).
Difensori: Cha Jong-hyok (Amrokgang), Nam Song-chol (25 Aprile), Pak Chol-jin (Amrokgang), Pak Nam-chol (Amrokgang), Ri Jun-il (Sobaeksu), Ri Kwang-chon (25 Aprile), Ri Kwang-hyok (Kyonggongop).
Centrocampisti: An Yong-hak (Omiya Ardija), Ji Yun-nam (25 Aprile), Kim Kyong-il (Rimyongsu), Kim Yong-jun (Pyongyang City), Mun In-guk (25 Aprile), Ri Chol-myong (Pyongyang City), Pak Nam-chol (25 Aprile), Pak Sung-hyok (Sobaeksu).
Attaccanti: An Chol-hyok (Rimyongsu), Choe Kum-chol (25 Aprile), Hong Yong-jo (Rostov), Jong Tae-se (Kawasaki Frontale), Kim Kum-il (25 Aprile).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE

Il cammino che la Corea del Nord ha dovuto percorrere per arrivare alla storica qualificazione a Sudafrica 2010 non è stato né semplice né breve. Due gironi superati, il primo con relativa facilità, grazie anche ai due pareggi a reti bianche ottenuti contro i cugini più accreditati della Corea del Sud. Il secondo raggruppamento, quello decisivo, è stato invece più agguerrito e complicato. La squadra guidata dal tecnico Hun si è classificata di nuovo seconda, a pari punti con l’Arabia Saudita ma con una differenza reti migliore.

LE STELLE

In difesa, le maggiori garanzie sono offerte da An Chol-Yok, molto abile anche in zona-gol, ma anche Ji Yun-Nam può mettere a disposizione la propria esperienza. A centrocampo, Ahn Young-Hak è il leader e la stella di questa nazionale: la sua qualità ritornerà sicuramente utile (milita nel campionato della Corea del Sud), mentre il “giapponese” Jon Tae-Se è molto efficace anche sotto porta. Infine, c’è l’attacco: Hong Yong-Jo, unico calciatore nord coreano a giocare in Europa (milita nelle file dei russi del Rostov), ha una buonissima media-gol, mentre Choe Kum-Chol rappresenta una delle più giovani speranze della squadra asiatica.

STORIA E PALMARES

Il miglior risultato ottenuto dalla Nazionale nordcoreana risale al campionato del mondo 1966. Dopo aver pareggiato 1-1 con il Cile (con rete di Pak Seung-Zin nei minuti finali) e sconfitto clamorosamente l’Italia per 1-0 grazie alla decisiva marcatura di Pak Doo Ik, la squadra superò la prima fase, venendo eliminata solo ai quarti di finale contro il Portogallo. Fu la prima Nazionale di calcio asiatica a superare la prima fase di un Campionato del mondo. Per la Corea del Nord si tratterà dunque della sua seconda partecipazione in assoluto ad una fase finale di un mondiale.

SEDE DEL RITIRO

La Corea del Nord albergherà al Protea Hotel Midrand, situato a metà strada tra Johannesburg e Pretoria.

LA MAGLIA

La prima divisa ufficiale è completamente rossa, mentre la seconda è bianca con bordi e strisce rosse, a riprendere i colori della bandiera ufficiale della nazione, ad eccezione del blu.

Alessandro Galastri

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