Girone A

Il girone A è composto dal Sudafrica, paese ospitante, Uruguay, Francia e Messico.

SQUADRA PG V P S GF GS PUNTI
Uruguay 3 2 1 0 5 1 7
Messico 3 1 1 1 3 2 4
Sudafrica 3 1 1 1 3 5 4
Francia 3 0 1 2 1 3 1

 

FRANCIA

I 23 CONVOCATI
Portieri: Hugo Lloris (Lione), Steve Mandanda (Marsiglia), Cédric Carrasso (Bordeaux).
Difensori: Patrice Evra (Manchester United), Eric Abidal (Barcellona), William Gallas (Arsenal), Bacary Sagna (Arsenal), Anthony Réveillère (Lione), Sébastien Squillaci (Siviglia), Gaël Clichy (Arsenal), Marc Planus (Bordeaux).
Centrocampisti: Alou Diarra (Bordeaux), Jérémy Toulalan (Lione), Yoann Gourcuff (Bordeaux), Franck Ribéry (Bayern Monaco), Florent Malouda (Chelsea), Abou Diaby (Arsenal).
Attaccanti: Thierry Henry (Barcellona), Nicolas Anelka (Chelsea), Sidney Govou (Lione), André-Pierre Gignac (Tolosa), Djibril Cissé (Panathinaïkos), Mathieu Valbuena (Marsiglia).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
La Francia arriva in Sudafrica dalla porta di servizio. I “galletti” hanno chiuso il loro girone alle spalle della Serbia, e hanno dovuto strappare  il biglietto per il Sudafrica nello spareggio contro l’Irlanda. Cruciale sarà il ritorno. Con il match protratto ai supplementari, William Gallas regala la qualificazione, concludendo un’azione viziata da un fallo di mano evidente di Thierry Henry. Inutili le recriminazioni irlandesi.

LE STELLE
La stella in assoluto è Frank Ribery. Il 27enne esterno è reduce da un’annata con il Bayern Monaco costellata da infortuni, ma è sicuramente uno degli elementi più temibili della Nazionale di Domenech. Attenzione anche a Florant Malouda e Nicolas Anelka, rigenerati dalla cura-Ancelotti al Chelsea. Occhi puntati anche sul giovane ex-Milan Yoann Gourcuff, autore di 24 reti nelle sue due ultime stagioni al Bordeaux.

STORIA E PALMARES
I successi della Francia ruotano attorno a fuoriclasse del calibro di Michel Platini e Zinedine Zidane. L’esordio internazionale dei “bleus”è datato 1904, contro il Belgio, e terminò con il risultato di 3 a 3. Nella loro storia, i transalpini sono riusciti a conquistare un’Olimpiade (1984), un Mondiale (1998), giocato proprio in Francia, due Europei (1984 e 2000) e due Confederations Cup (2001 e 2003).
SEDE DEL RITIRO
La Nazionale francese alloggia a Knysna al Pezula Resort Hotel & Spa, con vista panoramica sull’Oceano Indiano.

LA MAGLIA
La divisa storica e tradizionale casalinga è composta da una maglia blu, dei calzoncini bianchi e dei calzettoni rossi, che richiama senza il vessillo nazionale. Dagli Europei del 1984 hanno cominciato ad aggiungersi dei dettagli bianco-rossi, che rimarcano ancor più i colori nazionali. In trasferta la maglia è sempre stata bianca, con pantaloncini azzurri, o monocromatica.

MESSICO

I 23 CONVOCATI
Portieri: Guillermo Ochoa (America), Oscar Perez (Chiapas), Luis Ernesto Michel (Guadalajara).
Difensori: Rafael Marquez (Barcellona), Ricardo Osorio (Stoccarda), Hector Moreno (AZ Alkmaar), Francisco Rodriguez (Psv Eindhoven), Carlos Salcido (Psv Eindhoven), Paul Aguilar (Pachuca), Efrain Juarez (Pumas Unam).
Centrocampisti: Jonny Magallon (Guadalajara), Jorge Torres Nilo (Atlas), Gerardo Torrado (Cruz Azul), Israel Castro (Pumas Unam), Andres Guardado (Deportivo La Coruna).
Attaccanti: Pablo Barrera (Pumas Unam), Adolfo Bautista (Guadalajara), Alberto Medina (Guadalajara), Cuauhtemoc Blanco (Veracruz), Javier Hernandez (Guadalajara), Giovanni dos Santos (Galatasaray), Guillermo Franco (West Ham), Carlos Vela (Arsenal).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
Le qualificazioni mondiali della Concacaf (la federazione che raggruppa le nazionali dell’America centrale e settentrionale) si suddivide in tre fasi. Il Messico ha avuto qualche problema soltanto nella seconda: le sconfitte contro Jamaica e Honduras e il pareggio con il Canada avevano messo in discussione il passaggio del turno. Grazie a una differenza reti migliore rispetto proprio ai jamaicani, è stato ottenuto il secondo posto, l’ultimo utile per accedere alla terza fase. Il biglietto per il Sudafrica è stato strappato grazie al secondo posto nel girone finale, dietro gli Stati Uniti.

LE STELLE
Il giocatore più famoso è sicuramente il difensore Rafael Marquez, in forza al Barcellona. Tutto il reparto arretrato si affida a lui, che oltre a guidare la retroguardia è famoso anche per le sue doti realizzative. A centrocampo c’è una giovane conoscenza europea: Giovani Dos Santos, in forza al Tottenham, ma in questa stagione in prestito al Galatasaray, dove ha fatto vedere di cosa è capace in Europa League.

STORIA E PALMARES
I “verdi” sono stati spesso presentati come outsider nelle varie edizioni Mondiali, ma storicamente non riescono ad andare oltre gli ottavi di finale. Il risultato migliore è il raggiungimento dei quarti, nel 1970 e nel 1986, non a caso quando il Messico era Nazione ospitante. Ha vinto cinque volte la Concacaf Gold Cup (1993, 1996, 1998, 2003 e 2009) ed una la FIFA Confederations Cup (1999).

SEDE DEL RITIRO
La nazionale messicana alloggia a Johannesburg, al Thaba Ya Batswana. L’Hotel è stato conteso anche da Queiroz, che lo voleva per il suo Portogallo. Data l’opposizione dei centroamericani, il ct lusitano ha annullato l’amichevole pre-Mondiale proprio contro il Messico.

LA MAGLIA
La divisa messicana richiama decisamente i colori nazionali. Maglietta verde con pantaloncini bianchi, contornata da ornamenti rossi, per richiamare il tricolore della bandiera. In trasferta la divisa è nera, sia maglietta che pantaloni, ma con ornamenti rossi e verdi, sempre per richiamare il vessillo nazionale.

SUDAFRICA

I 23 CONVOCATI
Portieri: Itumeleng Khune (Kaizer Chiefs), Moeneeb Josephs (Orlando Pirates), Shuaib Walters (Maritzburg United).
Difensori: Siboniso Gaxa (Sundowns), Anele Ngcongca (KRC Genk), Aaron Mokoena (Blackburn Rovers), Matthew Booth (Sundowns), Bongani Khumalo (SuperSport United), Siyabonga Sangweni (Golden Arrows), Tsepo Masilela (Maccabi Haifa), Lucas Thwala (Orlando Pirates).
Centrocampisti: Teko Modise (Orlando Pirates), Lance Davids (Ajax Cape Town), Reneilwe Letsholonyane (Kaizer Chiefs), MacBeth Sibaya (Rubin Kazan), Thanduyise Khuboni (Golden Arrows), Kagiso Dikgacoi (Fulham), Steven Pienaar (Everton), Siphiwe Tshabalala (Kaizer Chiefs). Attaccanti: Surprise Moriri (Sundowns), Bernard Parker (Twente), Katlego Mphela (Sundowns), Siyabonga Nomvethe (Moroka Swallows).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE
Il Sudafrica, essendo il Paese che ospita la manifestazione, non ha avuto bisogno di disputare partite di qualificazione ai mondiali. Tuttavia, per testare la forza della propria squadra, il ct Parreira ha fatto in modo di disputare diverse amichevoli, per arrivare pronti all’esordio contro il Messico.

LE STELLE
Finita l’era McCarthy, l’investitura di leader dei “Bafana Bafana” è ricaduta su Steven Pieenar, in forza all’Everton, prodotto del prolifico vivaio dell’Ajax. A centrocampo si troviamo anche MacBeth Sibaya, che insieme al Rubin Kazan, è stato una delle rivelazioni dell’ultima edizione della Champions League. L’attacco è il reparto meno attrezzato. Mphela, Mashego e Fanteni, infatti, hanno realizzato insieme solo sei reti.

STORIA E PALMARES
Occorrerebbe troppo tempo per raccontare la difficile storia della nazionale sudafricana. Ci limitiamo ad indicare che il Sudafrica partecipa per la terza volta ai Mondiali di calcio, dopo le esperienze non proprio esaltanti di Francia ’98 e Corea-Giappone 2002 (eliminazione al primo turno in entrambi i casi). In bacheca è presente soltanto una Coppa d’Africa, edizione 1996.

SEDE DEL RITIRO
Sarà Johannesburg ad ospitare la nazionale sudafricana. I padroni di casa alloggeranno al Southern Sun Grayston.

LA DIVISA
Le divise sudafricane sono speculari, a seconda che si giochi in casa o in trasferta. La prima è composta da maglia gialla e pantaloncini verdi, mentre la seconda da maglia verde e pantaloncini gialli. Lo stemma della nazionale riporta un pallone da calcio, intrecciato con l’immagine della regione sudafricana.

URUGUAY

I 23 CONVOCATI
Portieri: Fernando Muslera (Lazio), Juan Castillo (Deportivo Cali) e Martin Silva (Defensor Sporting).
Difensori: Diego Lugano (Fenerbahce), Diego Godin (Villarreal), Andres Scotti (Colo Colo), Jorge Fucile (Porto), Martin Caceres (Juventus), Mauricio Victorino (Universidad de Chile), Maximiliano Pereira (Benfica).
Centrocampisti: Walter Gargano (Napoli), Egidio Arevalo Rios (Penarol), Sebastian Eguren (AIK Stoccolma), Diego Perez (Monaco), Alvaro Pereira (Porto), Ignacio Gonzalez (Valencia), Nicolas Lodeiro (Ajax), Alvaro Fernandez (Universidad de Chile).
Attaccanti: Luis Suarez (Ajax), Diego Forlan (Atletico Madrid), Sebastian Abreu (Botafogo), Edinson Cavani (Palermo), Sebastian Fernandez (Banfield).

IL CAMMINO QUALIFICAZIONE

L’Uruguay si è dovuto davvero sudare l’accesso ai mondiali sudafricani. A dir poco altalenanti, le prestazioni offerte dalla Celeste, che hanno portato al quinto posto utile per lo spareggio con la quarta centroamericana. Gli uomini di Tabarez hanno dovuto, quindi, affrontare la Costa Rica: dopo l’1-0 esterno (rete di Lugano), è giunto un buon pareggio nel ritorno casalingo (1-1), che ha permesso all’Uruguay di ottenere il pass per il Sudafrica.

LE STELLE

Diverse promesse e qualche promessa caratterizzano la rosa Celeste. In difesa il leader indiscusso è capitan Diego Lugano, grintoso ed esperto, efficace anche in zona gol. Le garanzie vere, però, sono in attacco: Diego Forlan, fresco vincitore e protagonista dell’ultima Europa League, vuole lasciare il suo segno anche al Mondiale. Al suo fianco ci sarà il palermitano Edison Cavani. Da segnalare il laziale Fernando Muslera tra i pali, che mai come quest’anno ha dimostrato di essere un vero numero uno.

STORIA E PALMARES

Nazionale dalla grande tradizione, ma con un presente davvero incolore. E’ questa la sintesi della compagine uruguagia. Il passato è glorioso: in bacheca si contano due Mondiali (1930 e 1950), ben quattordici Coppe America (l’ultima datata 1995), due ori olimpici e un Mundialito. Palmares invidiabile, ma davvero lontano nel tempo. Chissà se dopo l’assenza a Germania 2006, Sudafrica 2010 segnerà la svolta.

SEDE DEL RITIRO

La sede della Celesta si trova a Kimberley, al Protea Hotel. La zona è caratterizzata da diverse alture di modesta altezza, che spesso nascondono ricchi giacimenti di diamanti.

LA MAGLIA

La divisa viene scelta nel 1910, quando il River Plate di Montevideo (oggi scomparso), battè i fortissimi argentini dell’Alumni Athletic Club. Venne, quindi, deciso di adottare come uniforme ufficiale la stessa utilizzata in quell’occasione: maglietta celeste, pantaloncini e calzettoni neri. La divisa di riserva è invece rossa, con pantaloncini e calzettoni bianchi. Curioso anche lo stemma: nonostante i due mondiali vinti, le stelle sono quattro, dato che comprendono le olimpiadi del ‘24 e del ‘28, definiti dalla Fifa come “Mondiali di calcio per dilettanti”.

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